Sverre Fehn - Museo Norvegese dei ghiacciai

Sverre Fehn – Museo Norvegese dei Ghiacciai

Sverre Fehn
Sverre Fehn

Il museo Norvegese dei ghiacciai (Fjaerland 1991) è una testimonianza esemplare di come Sverre Fehn collabori con il paesaggio anziché modificarlo imponendovi elementi che gli sono estranei. Il museo è collocato come una fenditura alla base delle due montagne.

Diamo la parola al premio Pritzker 1997 SVERRE FEHN , riguardo al Museo di Fjaerland. 

Sverre Fehn - Museo Norvegese dei ghiacciai
Sverre Fehn – Museo Norvegese dei ghiacciai

“L’idea del ghiacciaio come elemento fisico ha avuto grande rilevanza nella fase progettuale del museo. Questa enorme massa di ghiaccio e neve ricopre come un’immensa coltre azzurrina un territorio vastissimo. Le masse ghiacciate nascondono molti segreti del passato racchiusi nella loro trasparente invisibilità. Il ghiacciaio possiede un carattere animalesco: avanzando lentamente nel tentativo di raggiungere il mare, scava profonde incisioni nella superficie della terra e si lascia alle spalle detriti umidi che formano nuove aree di terreno esposto.”

Sverre Fehn - Museo Norvegese dei ghiacciai
Sverre Fehn – Museo Norvegese dei ghiacciai

“Il museo tradizionale mira a presentare gli oggetti come resti inanimati del passato. Oggi si avverte il bisogno di musei che rendano leggibile ciò che non riusciamo a vedere. Il nostro futuro è legato ad alcuni elementi del passato. L’atmosfera che l’uomo ha respirato nelle diverse epoche, ad esempio, ha lasciato la sua traccia nella massa del ghiacciaio. Nell’incomprensibile tranquillità del iceberg giacciono nascoste delle riserve di acqua che, un aumento anche di pochi gradi della temperatura, possono inondare le pianure fertili della terra.

Sverre Fehn - Museo Norvegese dei ghiacciai
Sverre Fehn – Museo Norvegese dei ghiacciai

L’architettura del museo vuole rappresentare alcune di queste riflessioni: il movimento ascendente verso un plateau realizzato dalle due scale monumentali; l’ingresso che si apre come un crepaccio fra le rampe delle due grandi scale; l’interno illuminato da una apertura nel tetto; la luce che perde intensità mano a mano che si penetra all’interno; l’inclinazione del tetto, che crea una falsa prospettiva; i piani inclinati di cemento all’esterno che sembrano dialogare con i ripidi pendii delle montagne; e i freschi bow window di vetro che si svincolano dai pesanti muri di cemento e ricordano i blocchi di ghiaccio azzurrino sulle pareti della valle ai piedi del ghiacciaio.”

Sverre Fehn - Museo Norvegese dei ghiacciai
Sverre Fehn – Museo Norvegese dei ghiacciai

“Quando mi chiesero di progettare il museo alla base del Sognefjord c’era un’abbondanza incredibile di natura. Così ho sagomato il cemento come un altare di pietra che fosse abbastanza possente per stabilire un dialogo con quel paesaggio fantastico. Avevo qualche timore, ma alla fine il progetto ha avuto successo. Se avessi creato un edificio con il tetto ricoperto di erba nel tentativo di armonizzare con la natura, sarebbe stato un fiasco. Trovo che il contrappunto sia di gran lunga più interessante dell’armonia.”

Sverre Fehn - Museo Norvegese dei ghiacciai
Sverre Fehn – Museo Norvegese dei ghiacciai

Credit to @Architetti – i Vincitori del Pritzker Prize 1979-2010