Centre Pompidou - Rogers, Piano

Richard Rogers – Il Centre Pompidou

Centre Pompidou - Rogers, Piano

Richard Rogers e Renzo Piano sono stati soci dal 1967 al 1976 e nel 1971 hanno vinto il concorso per il Centre Pompidou di Parigi. Nel 1962 Rogers aveva avviato uno studio di architettura, Team 4, con la sua prima moglie Su e con Norman e Wendy Foster.

Diamo la parola al premio Pritzker 2007 RICHARD ROGERS riguardo il Centre Pompidou. 

Centre Pompidou - Rogers, Piano

“Eravamo molto interessati a creare un edificio che riscuotesse la popolarità generale. Lo scopo era creare una struttura e trovare il modo di realizzare un edificio non definito, nel senso che se ne potessero sostituire i pezzi, allora come oggi. A differenza dell’edificio classico o alla Mies (si riferisce a Mies Van De Rohe), in cui non si può aggiungere ne togliere nulla, una volta completato, rimane non finito e non perfetto. Era molto importante che fosse adattabile, e in questo senso ha funzionato molto bene. La struttura definisce un ritmo, non importa se l’interno sia solido, traslucido, trasparente, a condizione che sia fatto con intelligenza. Le zone, le forme, le sezioni, si possono tutte modificare o sostituire. L’edificio è abbastanza forte e robusto per tollerare questi cambiamenti.”

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“Nella relazione per il concorso avevamo specificato che il Centre Pompidou doveva essere un vivace centro di informazioni che servisse Parigi ma non solo… un incrocio tra Times Square computerizzata e orientata all’informazione e il British Museum, con l’accento sul mutuo rapporto di partecipazione tra persone e attività/opere esposte.”

Centre Pompidou - Rogers, Piano

“Nel progetto per il Pompidou… ci siamo sforzati di creare sezioni che potessero richiamare ogni genere di pubblico: bambini, turisti e parigini, studenti e lavoratori, utenti e passanti. Non volevamo un museo “distante”, ma un luogo pubblico di incontro.”

Centre Pompidou - Rogers, Piano

“Nel periodo in cui abbiamo lavorato al Centre Pompidou non abbiamo mai ricevuto, in sei anni, un commento positivo dalla stampa, tranne in un articolo davvero memorabile del “New York Times”. Ci fecero a pezzi fino all’inaugurazione. Poi da un giorno all’altro i media cambiarono atteggiamento. È pericoloso prendere troppo sul serio quel che dicono di te – nel bene e nel male. Quello che fai devi valutarlo secondo criteri più personali.”

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“La popolarità del Centre Pompidou, che richiama più gente della Tour Effeil e del Louvre, messi insieme, è dovuta principalmente, credo, a questa sovrapposizione di attività eterogenee che vanno dal giro di piacere sulle scale mobili che attraversano la facciata, alle gallerie riservate allo studio dedicato e raccolto. Il tutto è contenuto in un edificio dalla struttura aperta, allegra, facile da capire e multifunzionale, collocato in una piazza animata da attività libere e vivaci.”

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Credit to @Architetti – i Vincitori del Pritzker Prize 1979-2010